domenica 24 luglio 2011

Maurizio Bettini


Maurizio Bettini (Bressanone, 24 luglio 1947) è un filologo e antropologo italiano.

Maurizio Bettini, classicista e scrittore, insegna Filologia Classica nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Siena, dove ha fondato il Centro «Antropologia e Mondo antico». Dal 1992 tiene regolarmente seminari presso il Department of Classics dell'Università della California (Berkeley). Cura la serie «Mythologica» presso Giulio Einaudi Editore e collabora con la pagina culturale de la Repubblica.

Nato il 24 luglio 1947 a Bressanone (BZ), cresce a Livorno e si forma a Pisa. Si laurea nel 1970, sotto il magistero del filologo Marino Barchiesi, all’Università di Pisa, con una tesi intitolata Grecismo e neoformazione come aspetti della creatività di Plauto. È assistente di ruolo nel 1974 presso la medesima Università, dove l’anno successivo diviene Professore Incaricato di Grammatica Greca e Latina. Sotto la supervisione del filologo tedesco Viktor Pöschl, lavora a una ricerca su Ennio all’Università Ruprecht Karl di Heidelberg. Ne sortirà il testo Studi e note su Ennio (Pisa, Giardini 1979). Nel 1981 lascia Pisa per assumere il ruolo di Professore Straordinario di Letteratura Latina presso l’Università "Ca' Foscari" di Venezia, incarico che mantiene fino al 1985, quando diviene Professore Ordinario di Filologia Greca e Latina all’Università di Siena. Fellow nel 1985 allo Center for Renaissance Studies dell’Università Harvard, tiene i seminari Petrarch and Art History e The Portrait of the Lover, che saranno in seguito pubblicati in Italia, col titolo Il ritratto dell'amante (Torino, Einaudi 1992; ristampa 2008), e negli Stati Uniti col titolo The Portrait of the Lover (traduzione di L. Gibbs, Berkeley-Los Angeles, University of California Press 1999). Nel 1986 fonda il Centro interdipartimentale di Studi antropologici sulla Cultura antica, meglio conosciuto come Centro Antropologia e Mondo Antico, che dirige a tutt’oggi. Dal 2003 presiede la Scuola Superiore di Studi Umanistici (SSSU) dell’Università di Siena.

L’opera filologica e antropologica

L’approccio filologico ed ermeneutico di Maurizio Bettini alla cultura classica costituisce una decisa innovazione negli studi di genere, soprattutto per quello che riguarda la cultura romana. Si tratta di un metodo affine a quello di Aby Warburg, in modificazione dell’approccio storiografico derivante dall’impostazione della scuola de Les Annales e dell'esperienza parigina nel campo dell'antropologia del mondo antico (Jean-Pierre Vernant e Marcel Detienne soprattutto), tutto giocato sui rapporti tra testualità e conoscenze multidisciplinari, che permette di ricostruire paradigmi culturali della classicità attraverso indagini tematiche o emblematiche, e che sfocia nella disciplina dell’Antropologia del Mondo Antico, di cui il centro omonimo (fondato e diretto da Bettini) è al momento una delle più importanti espressioni in campo internazionale. Tale indagine costruisce la possibilità di una comparatistica tra epoche culturali differenti, verso cui l’opera scientifica di Bettini tende sempre più, fino a individuare nel presente la sponda di riferimento per una metrica dei mutamenti e delle persistenze culturali tra civiltà distanti. A testimoniare di tale attività interpretativa valgono testi ormai di riferimento, quali Antropologia e cultura Romana (Roma, La nuova Italia Scientifica 1986; edizione americana: Anthropology and Roman Culture, traduzione di J. Van Sickle, Baltimore, John Hopkins University Press 1991). A tal proposito, nel tentare di definire l’ambito disciplinare dell’Antropologia del Mondo Antico, è utile una dichiarazione dello stesso Maurizio Bettini, per cui essa sarebbe
« uno sguardo trasversale che non si limita ai testi letterari ma si allarga alle espressioni figurative, cercando ciò che sta dietro: modi di pensare, racconti tradizionali, credenze, miti. Appena laureato ho scritto un articolo sull’allodola dei romani, che apriva un discorso sulla simbologia stessa degli animali - pensiamo alle rappresentazioni dell’anima come ape o farfalla o pipistrello. È il tema degli animali come modi di pensare il mondo. Il mio primo corso americano trattava invece il mito di Anfitrione, del quale Zeus prende le sembianze per sedurre la moglie. Così accade che Anfitrione si imbatta in un altro se stesso. Come faccio a dire che io sono io? Dietro alla domanda si spalanca il grande problema dell'identità. Oppure pensiamo a un tema come la divinazione. Perché esistevano i riti di divinazione? Per sapere cosa succederà. Ma lo facciamo anche noi contemporanei con i sondaggi. Che spesso ci azzeccano, altre volte no. Ma questo non conta, perché i sondaggi, come le divinazioni, servono a legittimare un'autorità superiore. Ieri si chiamava divinità, oggi si chiama maggioranza»

Il Centro Antropologia del Mondo Antico

Nato nel 1986, il Centro interdipartimentale di studi antropologici sulla cultura antica dell’Università di Siena, fondato e diretto da Maurizio Bettini, si propone di promuovere la collaborazione scientifica tra studiosi dell'antichità classica e antropologi, e di sviluppare tra queste due discipline una prospettiva di ricerca comune che metta in evidenza gli aspetti di continuità ed evoluzione culturale fra l'antico e il moderno, coordinando in prospettiva antropologica studi storici, archeologici e filologico-letterari sul mondo antico, sviluppando o mettendo in connessione progetti di ricerca sulla cultura materiale e sull'organizzazione sociale con studi sui modelli culturali quali si ricavano dai testi e dalla documentazione letteraria. Temi privilegiati di ricerca sono lo studio del mito come categoria narrativa fondamentale della cultura, la vita quotidiana, l’iconografia e l’iconologia in prospettiva antropologica, la storia della Fortuna della cultura classica e la ripresa in chiave moderna di testi classici. Il Centro è un’eccellenza che vanta relazioni e collaborazioni internazionali con strutture, insieme alle quali stabilisce legami di cooperazione scientifica e dottorati esteri. Tra queste strutture, il Centre Louis Gernet di Parigi, l’Università di Dresda, una rete di Università che promuovono le ricerche sulla scrittura mitografica, coordinata dall'Università di Lille 3, Institute of Languages, Literature and Art della Hebrew University di Gerusalemme, il Laboratoire d'Anthropologie Sociale Parigi.

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