martedì 19 luglio 2011

Brian Harold May


Brian Harold May (Feltham, 19 luglio 1947) è un chitarrista britannico, membro del celebre gruppo rock inglese dei Queen. È l'autore di alcuni dei brani più celebri del gruppo, come Tie Your Mother Down, We will rock you, Flash, Hammer to Fall, Who Wants to Live Forever, I Want it All e Save Me. Figura al 39º posto nella classifica dei migliori chitarristi di tutti i tempi, redatta nel 2003 dalla rivista Rolling Stone e al 5º posto nella classifica della stessa specialità redatta da Total Guitar.

Brian Harold May nasce a Feltham (un sobborgo di Londra) il 19 luglio 1947. All'età di cinque anni, inizia a suonare il pianoforte, ma la sua vera passione è la chitarra. Inizia a prendere confidenza con la chitarra suonando anche il banjo. I suoi genitori, Harold e Ruth May, non sono in grado di acquistargli una costosa Fender Stratocaster, così nel 1963, a sedici anni, Brian, con l'aiuto del padre ingegnere, inizia a costruire la sua Red Special, ultimata nel 1966 ed utilizzata ancora oggi. Per il resto essendo un ragazzo timido trascorre un'adolescenza tranquilla.
Prima dell'inizio degli studi universitari suona con Tim Staffell, un bassista e cantante, nel 1964, poi fonda gli Smile, nei quali suona il giovane batterista Roger Taylor. Tim Staffell presenta a May un compagno di studi chiamato Farrokh Bulsara (che cambierà il suo nome in Freddie Mercury). Intanto a causa di problemi interni, gli Smile si separano. Tim Staffel decide di ritirarsi e di suonare in altre band più motivate mentre Freddie, Brian e Roger fondano un nuovo gruppo, chiamato Queen. Nel 1971 si aggiunge a loro il bassista John Deacon. Brian, oltre ad essere un valente chitarrista, ha condotto studi molto seri; nel 1965 si trasferisce a Londra, dove inizia a frequentare la facoltà di Fisica e Astronomia dell'Imperial College (la canzone Long Away, inclusa nell'album A Day at the Races del 1976, rispecchia la passione del chitarrista per le stelle). Si laurea con lode in Fisica, intraprende poi il dottorato di ricerca in Astronomia dell'infrarosso, che abbandona per dedicarsi alla carriera musicale. All'età di 60 anni decide di riprendere gli studi e ottiene il dottorato in astrofisica ad agosto 2007[3]. Poco dopo pubblica la sua tesi "Un'analisi delle velocità radiali della nube zodiacale". Questa sua specializzazione è menzionata anche nella motivazione della dedica dell'asteroide 52665 Brianmay.
In possesso di uno straordinario talento compositivo, Brian May è noto soprattutto per il suo irripetibile suono, che lo rende uno dei pochissimi chitarristi immediatamente riconoscibili. Il suo modo di suonare ha radicalmente introdotto delle novità all'interno della tecnica chitarristica. Brian è stato uno dei primi chitarristi ad utilizzare il tapping, inoltre è probabilmente uno dei primi ad aver suonato vere e proprie "multi-armonie" alla chitarra, utilizzando groove molto coinvolgenti e improvvisando come pochi riescono a fare nei numerosi live. Tra coloro che hanno detto di essersi ispirati a Brian e che in lui riconoscono un maestro ci sono chitarristi del calibro di Steve Vai e Joe Satriani. A lui si devono la maggior parte dei successi più importanti dei Queen. Dopo i primi due album, Queen del 1973 e Queen II del 1974, i Queen vanno in tour come supporto dei Mott the Hoople. A causa di una siringa infetta, usata per iniettare un vaccino, Brian contrae l'epatite, che comunque non gli impedirà di lavorare al terzo album del gruppo, Sheer Heart Attack, che ottiene un buon successo. Il 1975 è l'anno della svolta: con l'uscita dell'album A Night At The Opera, i Queen trionfano aggiudicandosi la fama in tutto il mondo. Con il passare degli anni la band inglese diventa sempre più "grande" e famosa, fino a quando, nel 1986, si svolge il Live at Wembley, il concerto-emblema dei Queen, nel quale Brian può farsi apprezzare in canzoni quali One Vision, Tie your mother down e Bohemian Rhapsody, dove il chitarrista dà il via ad una serie di improvvisazioni miste alla tablatura originale. Nel corso degli anni Brian ha dato vita a numerosi e apprezzati progetti da solista, collaborando con diversi chitarristi come Tony Iommi dei Black Sabbath e con cantanti del calibro di Zucchero e Luciano Pavarotti.

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