domenica 9 marzo 2008

Un asteroide "invertì" la bussola della terra

SCOPERTE SCIENTIFICHE.
L’enorme corpo celeste cadde sul Polo Sud un milione di anni fa

Un asteroide “invertì” la bussola della Terra

Londra. Poco più di 64 milioni dopo il super-asteroide che decretò la fine dei dinosauri sulla Terra, un altro gigantesco corpo celeste colpì il pianeta, ma questa volta senza provocare alcuna estinzione di massa: tuttavia, il suo impatto con la superficie, nel polo Sud, fu talmente violento che potrebbe avere invertito la polarità magnetica del globo.
Esattamente 870.000 anni fa, un asteroide lungo 9,6 chilometri entrò in contatto con l’atmosfera terrestre e si divise in migliaia di parti, alcune delle quali abbastanza grosse da provocare colossali tsumani e crateri del diametro di centinaia di metri. Gli scienziati di tutto il mondo hanno cominciato a indagare su questo asteroide nel 1960, quando il giovane professor Frans van der Hoeven scoprì un cratere sotto la calotta polare antartica lungo 320 chilometri, largo 240 e profondo 550 metri.
Ora, lo stesso van der Hoeven spiega, all’International Geographical Congress di Glasgow, che è stato possibile collegare quel maxi-cratere all’asteroide che colpì la Terra quasi un milione di anni fa. Dopo, l’impatto con l’atmosfera, dice, i frammenti dell’enorme corpo celeste bombardarono una superficie di 7,7 milioni di chilometri quadrati, fino ad arrivare in Australia, a circa 4.800 chilometri di distanza dal polo Sud. Grazie alla tecnologia satellitare sono stati scoperti altri cinque enormi crateri.
Secondo il professore, si tratta della più grande scoperta mai fatta finora: “Tutti i crateri risalgono alla stessa data, quindi riteniamo che siano stati creati dallo stesso asteroide”.
A differenza dell’asteroide che 65 milioni di anni fa colpì lo Yukatan, in Messico, creando il cratere Chicxulub e provocando l’estinzione dei dinosauri, l’asteroide antartico non ebbe conseguenze catastrofiche per la vita sulla Terra, che in quel periodo era abitata dall’Homo erectus.
Questo forse, perché l’asteroide messicano provocò una palla di fuoco e una nuvola di polvere che oscurò l’atmosfera per anni producendo un drammatico raffreddamento della Terra. Al contrario, l’asteroide antartico sollevò probabilmente solo un’enorme quantità di ghiaccio vaporizzato, che poi ricadde sul pianeta sotto forma di pioggia.
L’inversione della polarità della Terra, invece, potrebbe avere avuto un effetto più marcato. E studi precedenti confermano che questo fenomeno è avvenuto proprio nello stesso periodo dell’impatto sulla superficie terrestre del gigantesco corpo celeste.
Da “L’Arena di Verona”

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