lunedì 13 ottobre 2008

PAUL AUSTER: biografia di un nostro coetaneo VIP


Paul Auster
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« Scrivere non è più un atto di libera scelta per me, è una questione di sopravvivenza!»
(P. Auster)


Paul Auster
Paul Auster (
Newark, 3 febbraio 1947) è uno scrittore statunitense.
Biografia
Nato da famiglia benestante di origini tedesche - il padre Samuel possiede alcuni palazzi, cresce nei sobborghi di Orange e Maplewood a Newark e durante l'adolescenza inizia a scrivere le prime poesie. Il suo ultimo anno di liceo è anche quello in cui la famiglia si smembra. Non partecipa alla consegna dei diplomi e per due mesi e mezzo vive a Parigi, in Italia, in Spagna ed in Irlanda, in cui si reca solo per “ragioni che c’entravano unicamente con
James Joyce”.
Nel 1966 inizia a frequentare
Lydia Davis, oggi scrittrice di fama, che sposerà alcuni anni dopo e da cui avrà un figlio. Si laurea nel 1969 alla Columbia University e parte a bordo di una petroliera, arricchendosi di storie per un anno. Tra il 1971 e il 1974 vive in Francia. Al ritorno in patria pubblica il volume di versi Unearth (1974) e Wall Writing (1976).
La sua carriera di scrittore di romanzi inizia nel
1979 con L'invenzione della solitudine (romanzo autobiografico generato dalla morte del padre e incentrato sul rapporto problematico che ha sempre vissuto con lui ), ma è solo nel 1985 che arriva la consacrazione a livello internazionale con la Trilogia di New York, composta da Città di vetro, Fantasmi e La Stanza Chiusa. Da questo momento Paul Auster diviene uno scrittore di culto e dalle poliedriche attività: scrive per il cinema (Smoke e Blue in the face) e diviene regista (Lulu on the Bridge). Dopo aver divorziato dalla Davis, sposa nel 1982 la scrittrice di origini norvegesi Siri Hustvedt, oggi nota scrittrice, da cui ha una figlia, Sophie.
Bibliografia
La sua bibliografia nelle edizioni in lingua italiana è la seguente:
La musica del caso - Guanda 1990
Il palazzo della luna - Rizzoli 1990
L'invenzione della solitudine - Einaudi 1993
Città di vetro - Anabasi 1994
Il taccuino rosso - Il Melangolo 1994
Leviatano - Guanda 1995
Mr. Vertigo - Einaudi 1995
Smoke and Blue in the face - Einaudi 1995
Il paese delle ultime cose - Guanda 1996
Trilogia di New York - Einaudi 1996
Moon Palace - Einaudi 1997
Sbarcare il lunario: cronaca di un iniziale fallimento - Einaudi 1997
Christmas story. Il natale di Auggie Wren - Motta Junior 1998
Lulu on the Bridge - Einaudi 1999
Timbuctù - Einaudi 1999
Esperimento di verità - Einaudi 2001
L'arte della fame - Einaudi 2002
Baci da New York - Nuages 2002
Ho pensato che mio padre fosse Dio: storie dal cuore dell'America raccolte e riscritte - Einaudi 2002
Il libro delle illusioni - Einaudi 2003
Viaggi nello scriptorium Einaudi 2003
Nel paese delle ultime cose - Einaudi 2003
La notte dell'oracolo - Einaudi 2004
Follie di Brooklyn - Einaudi 2005
Futuro dizionario d'America (The Future Dictionary of America, McSweeney's 2005, co-compilatore)
Affrontare la musica - Einaudi 2006 - testo inglese a fronte
Gioco suicida - Einaudi 2006
Viaggi nello scriptorium - Einaudi 2007
Uomo nel buio - Einaudi 2008
Opere edite in Italia solo in lingua originale
Collected Prose - Picador 2003
Filmografia
La musica del caso - Regia di Philip Haas - 1993
Smoke - Regia di Wayne Wang - 1995
Blue in the Face - regia di Wayne Wang - 1995
Lulù on the Bridge - regia di Paul Auster - 1998

sabato 11 ottobre 2008

PAULO COELHO: biografia di un nostro coetaneo VIP



Paulo Coelho è nato a Rio de Janeiro, in Brasile, nell’agosto del 1947. Ha condotto una vita molto intensa. Prima di acquisire una notorietà internazionale e divenire un autore di best-seller mondiali, ha dovuto superare molti ostacoli. Durante l’adolescenza, ha subito la brutale terapia degli elettroshock: accadde quando, tra il 1966 e il 1968, i genitori lo fecero ricoverare per tre volte in un ospedale psichiatrico, reputando un segno di pazzia il suo atteggiamento ribelle. A causa della frequentazione di alcuni ambienti artistici, venne incarcerato e sottoposto alla tortura fisica per presunte attività sovversive contro la dittatura brasiliana. Più tardi, Paulo Coelho incontrò la rock-star Raul Seixas e aderì al movimento hippie, vivendo quella che venne considerata l’età “dell’amore e della pace”, l’epoca di “sesso, droga e rock’n’roll”. Insieme, tra il 1973 e il 1982, i due artisti composero circa 120 canzoni, che rivoluzionarono la musica pop in Brasile – alcune di esse sono ancora oggi dei successi. Hérica Marmo ha descritto questo periodo della sua vita nel libro A Canção do Mago. A trajetória musical de Paulo Coelho, pubblicato nel 2007. Hippie, giornalista, rock-star, attore, commediografo, regista teatrale e produttore televisivo... un vortice di attività che si interruppe nel 1982, durante un viaggio in Europa. A Dachau, e qualche tempo dopo ad Amsterdam, Paulo ebbe un incontro mistico con “J”, il suo futuro mentore, che lo convinse a percorrere il Cammino di Santiago de Compostela, un pellegrinaggio medievale la cui strada si snoda tra Francia e Spagna. Nel 1986, all’età di 38 anni, Paulo Coelho percorse il Cammino di Santiago: fu lì che riabbracciò il cristianesimo, ritrovando quella fede che gli era stata trasmessa dai gesuiti durante il periodo della scuola. Coelho avrebbe descritto questa esperienza nel suo primo libro, Il Cammino di Santiago, pubblicato nel 1987. L’anno successivo, uscì la sua seconda opera, L’Alchimista, quella che gli consentì di ottenere una fama mondiale. Oggi il romanzo viene considerato un classico moderno, ed è ammirato universalmente. La storia raccontata – che molti giudicano senza tempo – è destinata a incantare e a ispirare intere generazioni di futuri lettori. L’Alchimista fu seguito da Brida (1990), Il dono supremo (1991, un’opera che trae spunto da un testo di Henry Drummond), Le Valchirie (1992), Maktub (1994), Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto (1994), Monte Cinque (1996), Lettere d’amore del Profeta (1997, basato su un lavoro di Kahlil Gibran), Il manuale del guerriero della luce (1997), Veronika decide di morire (1998) e Il Diavolo e la Signorina Prym (2000). Tra le pubblicazioni più recenti si ricordano: Undici minuti (2003), Lo Zahir (2005), Sono come il fiume che scorre (2006) e La strega di Portobello (2007), tutti editi in Italia da Bompiani. Paulo Coelho ha ricevuto numerosi premi internazionali assai prestigiosi. I critici hanno lodato il suo stile poetico, realistico e filosofico, e il suo linguaggio simbolico, che non parla solo alla mente ma anche al cuore. Dal 2002 è membro della prestigiosa Accademia Brasiliana delle Lettere. Paulo Coelho compare nel Guinness dei Primati per il maggior numero di traduzioni (53) di un singolo titolo (L’Alchimista) firmate in una sola seduta (45 minuti). Questo record è stato raggiunto durante una gara internazionale di “sedute di firma”, svoltasi alla Fiera del Libro di Francoforte nel 2003. Dietro lo scrittore c’è un uomo che ama leggere e viaggiare, un individuo al quale piacciono i computer, internet, la musica, il gioco del calcio, che adora fare passeggiate e praticare il kyudo – una disciplina orientale che unisce la pratica del tiro con l’arco alla meditazione. Ha sempre nutrito un profondo interesse per il cinema, e attualmente sta lavorando al suo primo progetto cinematografico, intitolato La strega sperimentale. Al mattino si alza sempre molto presto e, dopo una passeggiata di due ore, si dedica al lancio di 24 frecce con uno dei suoi tre archi. Insieme con la moglie Christina Oiticica, divide la propria esistenza tra Rio de Janeiro e l’Europa.

giovedì 9 ottobre 2008

Forse contrasterà l'effetto serra



Forse contrasterà l'effetto serra.
Sole senza macchie: tornerà la «piccola età del ghiaccio»?
La diminuita attività della nostra stella potrebbe avere un'influenza diretta sul clima
Macchie solari (Afp)ROMA - «Se il Sole continuerà a restare senza macchie, sulla Terra potrebbe arrivare un freddo glaciale». La fosca profezia arriva da alcuni astronomi americani della Nasa, preoccupati per quella che si profila come un’anomala assenza di attività energetica sulla superficie visibile della nostra stella. Inattività che potrebbe avere conseguenze dirette sul nostro clima, facendo addirittura compiere una retromarcia all’effetto serra, volgendo, in breve, il supercaldo in superfreddo. La prospettiva può apparire esagerata e basata su un’affrettata valutazione di una tendenza ancora tutta da verificare, tuttavia bisogna ammettere che nel recente passato della storia dell’uomo un fenomeno del genere si è già verificato. Era quella che gli storici chiamano la tarda età Barocca, cioè la seconda metà del XVII secolo, quando una prolungata mancanza di attività solare, nota come il minimo di Maunder, dall'astronomo che la studiò, precipitò l’Europa in una Piccola età del ghiaccio, caratterizzata da carestie e epidemie che decimarono la popolazione.
MACCHIE SOLARI E TEMPERATURA TERRESTRE - Ma che cosa c’entrano le macchie solari con le temperature terrestri? Il Sole, per nostra fortuna, è una stella stabile e fornisce alla Terra un flusso di energia abbastanza costante. Tuttavia, anch’esso ha dei piccoli alti e bassi che rispondono, sul breve periodo, a un ciclo di 11 anni. In questo arco di tempo, sulla fotosfera, la superficie visibile della nostra stella, si alternano delle fasi di intensa attività elettromagnetica che generano perturbazioni chiamate macchie, e periodi di quiete in cui la fotosfera è completamente o quasi libera da macchie. Tali massimi e minimi, secondo ipotesi ben fondate, avrebbero avere un’influenza diretta sul clima della Terra. Attualmente il Sole sta emergendo da un minimo di attività e molti astronomi si sarebbero aspettati un repentino ritorno delle macchie, come di solito si verifica. «Io ero fra questi –confessa, ammettendo l’errore, il professor David Hathaway, fisico solare del Nasa Marshall Space Flight Center di Huntsville, Alabama- e due anni fa avevo predetto che la transizione dal minimo al massimo sarebbe stata molto turbolenta. La realtà, purtroppo, mi sta smentendo”. Infatti, il minimo si sta prolungando, tanto che sono stati superati i 200 giorni senza macchie solari, sfiorando un record che fu toccato alla metà degli anni ’50 dello scorso secolo (che, per inciso, furono un periodo insolitamente freddo). Come se non bastasse l’assenza di macchie, anche un altro fattore dell’attività energetica della nostra stella, il cosiddetto vento solare, è in netto calo. Il vento solare è un flusso di particelle elettricamente cariche che viene espulso in continuazione dalla nostra stella e che si espande a raggiera per milioni di km, investendo anche il nostro pianeta.

LA «LOTTA» CON L'EFFETTO SERRA - Un altro fisico solare, David McComas del Southwest Research Institute, San Antonio, Texas, dove vengono analizzati alcuni dati trasmessi dalla sonda spaziale Ulysses, realizzata apposta per tenere sotto controllo l’attività del Sole, ha potuto calcolare che attualmente la pressione esercitata dal vento solare è del 25% inferiore rispetto a quella misurata 11 anni fa, in coincidenza col precedente minimo di attività. «Putting all together», come dicono gli americani, cioè tutto considerato, se è vero che esiste una correlazione diretta fra i flussi energetici del Sole e il clima sulla Terra, e sempre che il fenomeno si protragga, di qui ai prossimi mesi dovremmo risentirne gli effetti sotto forma di un calo delle temperature medie. Magari non tornerà una Piccola età del ghiaccio, ma forse batteremo un po’ di più i denti per il freddo. Sempre che il nostro ben noto effetto serra non abbia la meglio e prevalga sulla inattività solare. Sarà un’interessante partita tutta da giocare e da valutare.
Franco Foresta Martin

mercoledì 8 ottobre 2008

Neonati: un ventilatore salva la vita


Neonati: un ventilatore salva la vita
Salute e medicina
Inserito da scienzetv il Mer, 08/10/2008 - 15:50

OAKLAND, Usa -- Un ventilatore può ridurre - e di molto - la possibilità di morte in culla dei neonati. Lo sostiene l'ultima ricerca dell'Istituto Kaiser Permanente di Oakland, California. Secondo lo studio, la presenza di un'elica ventilante vicino al neonato farebbe scendere del 72 per centro la sindrome improvvisa e fatale per i bimbi.
I ricercatori hanno preso in esame 185 casi di Sids e 312 casi di neonati sani, e hanno intervistato le mamme su numerosi aspetti riguardanti anche l'ambiente nel quale i bambini dormivano. Ebbene, dalla ricerca è emerso che con un ventilatore in stanza accesso i casi di Sids erano ridotti addirittura a un quarto. La presenza del ventilatore è ancor più importante se l'ambiente in cui dorme il neonato è ad alto rischio (per esempio esposto a forte calore). Secondo la ricerca, i ventilatori riducono l'inspirazione di anidride carbonica espirata, considerata tra le cause della Sids. Secondo quanto suggerisce l'Accademia dei pediatri americani ci sono piccoli trucchi per evitare la possibilità di morte in culla. Primo fra tutti, far dormire il neonato con il ciuccio, a pancia in su, in un letto non troppo morbido. Dal 1992 grazie a questa campagna il numero di neonati deceduti a causa della Sids è in forte diminuzione: da 2,4 su mille a uno ogni duemila.

martedì 7 ottobre 2008

Dieta e metabolismo



Biologia
Dieta & metabolismo

Troppe calorie mandano il cervello in tilt
L'eccesso di calorie innesca a livello cerebrale una risposta infiammatoria finora ignorata
Un eccesso di calorie può mandare in tilt parti del cervello, e in particolare la capacità di risposta dell'ipotalamo, che funge da quartier generale per il controllo del bilancio energetico dell'organismo. E' questo il risultato di una ricerca condotta presso l'
Università del Wisconsin a Madison e pubblicata sull'ultimo numero della rivista "Cell".
I ricercatori hanno scoperto che la risposta cerebrale interessa una molecola, nota come IKKß/NF-kB, che si sa essere coinvolta nei processi infiammatori di vari tessuti, cosa che porta a ipotizzare nuove possibilità di trattamento nei confronti della dilagante epidemia di obesità.
"Questa via metabolica è normalmente presente, ma inattiva, nel cervello", spiega Dongsheng Cai, che ha diretto lo studio. Cai dice che non è ancora chiaro perché IKKß/NF-kB si attivi nel cervello, ma ipotizza che essa rappresenti un importante elemento dell'immunità innata.
"Nella società attuale questa via è mobilitata da una diversa sfida ambientale: la supernutrizione. Una volta attivato, questo cammino porta a una serie di disfunzioni, ivi inclusa la resistenza all'insulina e alla leptina."
Da studi precedenti già si sapeva che l'eccesso di nutrizione può innescare risposte infiammatorie nei tessuti periferici, dal fegato ai muscoli, portando a difetti metabolici che aprono le porte al diabete di tipo 2, ma non si sapeva che l'infiammazione e i suoi metaboliti avessero un ruolo anche nel sistema nervoso centrale.
Ora i ricercatori hanno mostrato che una dieta costantemente ricca di grassi raddoppia l'attività di questa via infiammatoria nel cervello dei topi, e che essa è molto più elevata nei topi geneticamente predisposti all'obesità.
L'aumento dell'attività di IKKß/NF-kB è peraltro distinta dall'obesità in sé, dato che l'infusione cerebrale di glucosio o di grassi è in grado già da sola a scatenarne l'azione. Per contro, trattamenti che portano all'inibizione dall'attività della molecola nel cervello proteggono l'animale dallo sviluppo di obesità.
Mentre l'infiammazione cronica è generalmente considerata una conseguenza dell'obesità, i nuovi risultati suggeriscono che la reazione infiammatoria possa provocare uno sbilanciamento nella risposta cerebrale che porta a tale condizione. A quanto pare, osserva Cai, obesità e infiammazione sono legate a filo doppio: "L'abbondanza stessa di calorie promuove l'infiammazione, mentre l'obesità stimola a sua volta i neuroni a promuovere ulteriormente l'infiammazione in una sorta di circolo vizioso".
Ora che abbiamo compreso il significato di questa strategia metabolica bisogna trasferirla nella pratica clinica. La maggior parte delle terapie antinfiammatorie attuali hanno infatti uno scarso effetto sulla molecola IKKß/NF-kB e una ridotta capacità di agire a livello cerebrale. Tuttavia le nostre scoperte offrono una prospettiva per trattare questa seria patologia." (gg)

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1333433

giovedì 2 ottobre 2008

Boom di natalità stellare



Il ciclo vitale delle galassie
Baby boom stellare. Nell'universo stanno nascendo molte più stelle di quanto finora stimato: è questa la conclusione di uno studio condotto presso l'Università di Bonn



Nell'universo stanno nascendo molte più stelle di quanto finora stimato: è questa la conclusione di uno studio condotto da ricercatori dell'Istituto di astronomia dell'Università di Bonn e pubblicato sulla rivista "Nature".
Il "tasso di natalità" delle stelle non è semplice da determinare: le distanze sono troppo grandi per consentire agli astronomi di contare i nuovi corpi celesti che si formano con i telescopi, sicché si fa riferimento a un segnale caratteristico rappresentato delle emissioni "H-alfa". Quanto maggiore è il numero di stelle che si forma in una certa regione del firmamento, tanto più imponente è l'emissione H-alfa proveniente da essa.
"Le emissioni H-alfa si verificano solamente in prossimità di stelle molto massicce" spiega Jan Pflamm-Altenburg, che con Pavel Kroupa ha diretto la ricerca. Finora si riteneva che stelle "pesanti " e "leggere" nascessero sempre secondo un determinato rapporto numerico fra loro: per ogni stella "neonata" H-alpha emittente, si stimava in 230 circa il numero medio di quelle troppo poco massicce per emettere quel tipo di radiazione.
Ai margini dei dischi galattici la radiazione H-alfa si estingue improvvisamente e ciò veniva attribuito al fatto che in quelle regioni non si formassero nuove stelle. "La spiegazione offerta era che ci fossero troppo poche nubi gassose per collassare andando a formare nuove stelle", nota Pflamm-Altenburg.
Recenti osservazioni da satellite hanno però mostrato che di fatto esistono stelle in formazione anche al di là del perimetro delle radiazioni H-alfa, e pertanto il rapporto di 230:1 non vale per le regioni più esterne delle galassie.
La spiegazione del fatto, secondo Kroupa e Pflamm-Altenburg, potrebbe essere che le nascite stellari non avvengano in modo uniforme nelle galassie, ma che si concentrino nel cluster stellari, come per esempio la Nebulosa di Orione, e che solamente i cluster più grandi con una massa particolarmente imponente siano in grado di dar origine a stelle massicce capaci di produrre le emissioni H-alfa. "Ma questi cluster di stelle massicce si concentrano nelle regioni centrali delle galassie, mentre diventano molto più rare ai loro margini. Le regioni esterne contengono cluster più piccoli, nei quali è molto più frequente la formazione di stelle più leggere", spiega Pflamm-Altenburg.
La conclusione è che al di fuori del centro delle galassie il rapporto fra stelle leggere e stelle H-alfa potrebbe essere molto più elevato: basandosi sull'ipotesi che la massa delle nuove stelle dipenda linearmente da quella dei gas presenti nella regione, i ricercatori hanno stimato che per ogni H-alfa potrebbero esserci ben oltre 1000 stelle leggere. (gg)

mercoledì 1 ottobre 2008

La torre che "succhia" i gas serra



Ecco la torre che "succhia" i gas serra
Inserito da scienzetv il Mer, 01/10/2008 - 12:08




CALGARY, Canada -- Vista così pare una di quelle ciminiere d'acciaio che siamo abituati a vedere nei grandi impianti industriali. In realtà si tratta di una torre verde - nel senso di ecologica - destinata ad aspirare l'anidride carbonica responsabile dell'effetto serra.
L'hanno battezzata "Co2 Tower". Ed è la prima macchina costruita dall'uomo con la finalità specifica di "succhiare" anidride carbonica direttamente dall'aria. Insomma, l'uovo di Colombo per un mondo sempre più minacciato dai gas serra responsabili dei cambiamenti climatici. L'hanno realizzata un team di scienziati e tecnologi dell’università canadese di Calgary, guidati dal professor David Keith (nella foto, accanto alla macchina). Per ora si tratta di un prototipo sperimentale ma già funzionante che può essere messo in moto in ogni parte del pianeta. Poi verrà sottoposto al giudizio della comunità scientifica internazionale per le necessarie verifiche. Il principio alla base del funzionamento è semplice ed ecologicamente pulito. L’aria aspirata viene posta a contatto con una pioggia di particelle d'idrossido di sodio che provocano la separazione dell'anidride carbonica presente. La stessa anidride viene poi raccolta e stoccata nella forma più opportuna per il suo smaltimento. Keith tiene a precisare che si tratta di qualcosa di diverso dalla tecnologia Ccs (cattura e stoccaggio del carbonio) che si sta sperimentando in altri luoghi: "La Ccs - dice - preleva anidride carbonica dai camini di centrali elettriche o industrie, dove si trova in alte concentrazioni. La nostra macchina, invece, direttamente dall’aria". "E si rimuove l'anidride carbonica direttamente dall'aria perché gran parte delle fonti di Co2 sono prodotte da sorgenti mobili: auto, aeroplani, navi. Dove la tecnica Css è inapplicabile" spiegano i promotori del progetto". Stando ai calcoli, la torre avrebbe rendimento più che apprezzabile. Supponendo di alimentarla con una centrali a carbone la macchina catturerebbe 10 volte l'anidride prodotta dalla centrale per farla funzionare. Ora, tutto sta nel valutare la convenienza economica di una produzione su larga scala di queste macchine.